Design Autoprodotto | Pezzi unici d’arredo

Design Autoprodotto | Pezzi unici d’arredo

Oggetti di uso comune con la statura esistenziale del pezzo unico, prossimi all’opera scultorea.
Così si possono definire gli oggetti di design dell’auto-produzione. Di fatto, nella casistica di riferimento generale dei pezzi d’arredo, essi coincidono perfettamente con gli oggetti di design prodotti dall’industria, sono quindi sedie, poltrone, vasi, tutti quegli elementi che servono per una casa.

Di questi oggetti, spesso seriali e griffatissimi, il design auto prodotto rappresenta la parte speculare, con la dotazione di un valore aggiunto dato dall’artigianalità della fattura che ne determina l’unicità. Il design auto-prodotto è una forma di design che nasce dal dialogo; non importa con chi o con cosa, può essere la natura, la musica, anche il ripetitivo paesaggio industriale o vecchie storie trasmesse oralmente. Esso è la forma più indipendente del design, per certi versi anarchica. I suoi parametri sono quelli della ricerca a partire dai materiali, portati a livello più estremo. Emblematico l’esempio dell’uso del silicone, materiale industriale derivato dalla sabbia, come supporto per oggetti di diversa natura, dai vasi alle poltrone.

Il silicone è stato collocato in un ambito superiore, è stato colorato, gli è stato dato una forma, è stato plasmato fino a dargli una definizione alta: quella propria del materiale per la realizzazione di fini oggetti “d’uso”. L’Italia si è sempre distinta nell’ambito del design auto-prodotto, i primi progetti nascono tra la metà degli anni ’60 e ’70 ma è nella seconda metà degli anni ’80 che riceve il primo autentico riconoscimento del pubblico e la conseguente consacrazione del mercato. L’auto produzione si colloca in un ambito ibrido, “ne arte, ne design”, autori oggi noti grazie all’industrial Design hanno cominciato con Design auto-prodotto.

Nomi celebri come Ron Arad, Gaetano Pesce, ma anche Maurizio Cattelan, che negli anni ’80, a modo suo, creava lampade, paraventi e tavole. Come sovente accade nell’ambito artistico, i designer autoproduttori poggiano sull’esperienza dell’artigiano parte della sua manifattura del lavoro, come ad esempio, quando le opere necessitano di una fusione. Attraverso la collaborazione con i designer, gli artigiani si sono specializzati e insieme collaborano per creare lavori, sempre più capaci di incarnare un elevato grado di complessità tecnica. Un tempo i designer auto produttori che erano un corpo acerbo, adesso sono maturati.

L’incontro con il mercato ha plasmato i loro oggetti, trasformandoli da opere fortemente istintive nell’essenza a pezzi d’arredo unici. I designer auto-produttori italiani hanno ormai fama internazionale, i loro prodotti hanno l’ambizione di aprire un dialogo sempre più ampio con un pubblico eterogeneo, i prezzi sono prossimi a quelli del design industriale.

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